LETTERA APERTA AL PRESIDENTE RENATO DI ROCCO

Per dovere di cronaca riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata al Presidente Federale Renato di Rocco

Egregio Presidente Di Rocco

le scrivo questa lettera aperta per congratularmi con lei per la grande affermazione che ha conseguito pochi giorni fa durante l’assemblea elettiva di Rovereto. Due giorni fa curiosando su internet trovo  un link verso il suo sito personale ed oggi verso il sito ufficiale della federazione dove ho letto una sua lettera al mondo del ciclismo all’indomani della sua elezione, di cui riporto qui alcuni brani .
I dati dimostrano che i voti contrari si sono persino ridotti rispetto a Levico Terme. Auguro ai Presidenti Regionali e Provinciali che si sono candidati, o sostenuto candidati diversi, senza il coinvolgimento delle loro rispettive assemblee, di saper cogliere il segnale di sfiducia espresso nei loro confronti e di riflettere. Hanno sostenuto un cambiamento e l’assemblea nella sua sovranità ha deciso il contrario. Spero che un sussulto di dignità dia loro il coraggio di essere coerenti e che lascino spazio al cambiamento nelle rispettive Regioni e Province. Le azioni messe in campo sono state davvero dannose per l’immagine e la credibilità del sistema ciclismo, facendolo apparire debole e confuso proprio nel momento di maggiore produttività e rilancio. Normale che si assumano ora le responsabilità conseguenti di fronte agli affiliati. Sono molto sconcertato sul contenuto anti democratico e irrispettoso della federazione, che lei è stato chiamato a guidare per altri quattro anni, e dei suoi organismi periferici. Quando un eletto democraticamente giunge a chiedere pubblicamente e privatamente le dimissioni ad altri eletti a suo pari, solo perché hanno “osato”, nella libertà, legittimamente contrapporsi alla sua elezione, e alle sue idee, non calpesta semplicemente altri soggetti ma ancor più gravemente la natura stessa della istituzione, istituzione che per di più è la rappresentante dello sport sinonimo e simbolo di libertà, come è universalmente riconosciuto il ciclismo. Insieme all’istituzione colpisce gravemente ogni associato ed iscritto. Queste cose avvengono nelle dittature o oligarchie. Dove il capo, il potente di turno, si sente l’unico portatore della verità, dove le diverse idee e posizioni sono vissute come una lesa maestà. In cui i portatori di altre idee sono interpretati come un problema e non una ricchezza. Le ricordo che regola fondamentale della convivenza democratica è che solo gli elettori possono chiedere, se ne ravvisano la necessità, le dimissioni ad un eletto. Mai e poi mai un eletto nei confronti di altri eletti. Credo e , francamente spero, che lei non si sia reso conto del grave gesto che ha compiuto. spero altresì che queste riflessioni di un semplice tesserato, glielo facciano comprendere. Se Io comprenderà mi auguro che si sentirà in dovere come minimo di fare le sue scuse a tutti quelli come me che si sono sentiti colpiti da questo suo comportamento.

distinti saluti
Gianni Cantini
direttore di corsa internazionale

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