IL CLAN MASTROMARCO DICE ADDIO A UN ALTRO DEI SUOI VOLTI STORICI

Mastromarco (PT), 30 novembre 2017 – Il gruppo sportivo Mastromarco piange la perdita di un altro dei suoi componenti storici. Nella mattina di giovedì 30 novembre è deceduto, all’ospedale di Empoli, dopo una lunga malattia Mauro Ortigni meglio conosciuto da tutti nell’ambiente delle due ruote con il nome di “Maurino”. Classe 1952 residente nella frazione di Cerbaia del Comune di Lamporecchio Mauro Ortigni era uno dei dirigenti storici della società Mastromarco. Era molto conosciuto e apprezzato nel settore del ciclismo dilettantistico in particolare per il suo impegno quale organizzatore del GP Sportivi Poggio alla Cavalla, corsa di casa della Mastromarco ed evento molto sentito da tutte le squadre toscane che considerano per tradizione questa gara come un mondiale di primavera del ciclismo regionale toscano.

“In questo momento triste il nostro pensiero è tutto per la famiglia di Maurino. Per noi lui è stato, e rimane, una figura molto importante. Ha dedicato tanti anni della sua vita per portare avanti e far crescere, con impegno e passione, il progetto Mastromarco e il ciclismo giovanile qui sul territorio. Per noi quella che stà per andare a concludersi è stata un’annata davvero molto difficile dal punto di vista umano. In precedenza nel 2107 la famiglia Mastromarco ha già dovuto piangere e salutare Bruna Bettarini, la moglie del nostro presidente Carlo Franceschi che ci ha lasciato in estate, e poi poco più di un mese fa si è spento il nostro grande vice-presidente e colonna portante Zeffiro Vescovi. Oggi con la notizia della morte di Maurino dobbiamo annunciare, e soprattutto accettare, questa nuova grave perdita” dice Gabriele Balducci, direttore sportivo del GS Mastromarco.

I funerali si svolgeranno domani, venerdì 1 dicembre, alle ore 14.30 a Cerbaia di Lamporecchio.

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GAZPROM RUSVELO: ARRIVA OLIVANO LOCATELLI “PER ME ERA ORA DI CAMBIARE”

Per Olivano Locatelli, classe 1956 bergamasco uno dei tecnici più apprezzati e capaci in campo internazionale, è arrivato il momento di cambiare aria. Dopo 15 anni al servizio della Palazzago, la società orobica di Elite e Under 23 dalla quale sono cresciuti grandi corridori fra i più recenti Fabio Aru e Diego Rosa, passerà a dirigere la squadra russa di professionisti Gazprom RusVelo Colnago.
“Per me è arrivato il momento di cambiare perchè ho bisogno di avere semrpe nuovi stimoli per progredire- spiega Locatelli-. Il mio ciclo alla Palazzago era finito, e qui alla Gazprom ritrovo lo spirito e la voglia di fare sempre meglio. Credo che quando un direttore sportivo o un corridore sente il bisogno di cambiare per ritrovare la motivazione non deve pensarci su troppo, soprattutto se ti rendi conto di aver esaurito un’esperienza anche se è stata molto ricca. Penso di avere fatto una scelta buona per il mio futuro”.
Locatelli si è già inserito con personalità e naturalezza nel ruolo di direttore sportivo del team dell’ex Unione Sovietica.
“Non è facile trasformare una squadra così dall’oggi al domani. Ci vuole tempo, e gente con la capacità di farlo. Con gli altri componenti dello staff si è creata un’ottima intesa di lavoro, ognuno di noi sa il fatto proprio. E’ una bella realtà, un ambiente molto bello e professionale, dove poter lavorare in tutta serenità”.
Com’è andato l’incontro in Turchia con i massimi esponenti di Gazprom?
“Bene direi. Il progetto è buono, sono pronto a fare la mia parte – continua Locatelli -. Ho cercato di mettere in chiaro alcuni punti nel mio intervento iniziale, e ho avuto la sensazione di esserci riuscito. In fondo italiani e russi hanno un modo di intendere quasi simile. Io personalmente mi sento il diritto di chiedere, ma ho anche il dovere di ascoltare. Mi sono messo subito al lavoro e ho iniziato a fare le mie scelte”.
Locatelli è già salito dunque sull’ammiraglia della squadra Professional di Europa World e in questi giorni è a Torino con i suoi atleti per le visite e i test al Centro Medico Sportivo. Dopodichè si rimetterà in moto in vista della partenza per Santa Severa frazione di Santa Marinella (Roma), sede, per il secondo collegiale invernale della formazione russa dopo quello appena terminato a Lago di Misurina nel Bellunese. Questo quanto dettato dal tecnico lombardo che nella lista per lo stage, che si concluderà il 10 dicembre, ha inserito diciotto corridori.
Danilo Viganò

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ANDREA BARDELLI HA LASCIATO L’HOPPLA’ PETROLI FIRENZE

FIRENZE.- Nessun colpo di scena, qualche opinione diversa come nell’ordine naturale delle cose, poi la decisione di Andrea Bardelli, noto ed apprezzato direttore sportivo toscano, di lasciare il Team Hopplà Petroli Firenze al termine della stagione 2017. Una decina di righe pubblicate sul suo profilo Facebook sintetizzano quanto accaduto.

“Vorrei ringraziare l’Hopplà Petroli Firenze per la fiducia che mi è stata data, a partire dagli sponsor, dai dirigenti, dagli atleti nella passata stagione agonistica. Io ho cercato di dare il massimo come sempre e qualche soddisfazione ce l’abbiamo tolta. E’ stata un’esperienza in un Team importante, composto da persone con una passione immensa a cui auguro un 2018 come meritano, ai vertici della categoria. Le strade si separano – continua Bardelli – ma il rispetto ed i rapporti umani instaurati rimangano sempre in primis”.

Questo quanto dichiarato da Bardelli in attesa di un nuovo incarico. D’altra parte come immaginare Andrea senza ammiraglia al seguito di una formazione?

Servizio a cura di Antonio Mannori

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DE ROSA È IL NUOVO PARTNER TECNICO DELLA ISRAEL CYCLING ACADEMY.

24 atleti di 16 nazioni, 5 continenti e 4 religioni. Tutti in sella a bici italiane, Made in Cusano Milanino, firmate De Rosa. Saranno 3 i modelli scelti dal team: la Protos per gli atleti completi, la SK Pininfarina per i velocisti, la King per gli scalatori. Cristiano De Rosa: “Con il progetto Israel Cycling Academy saremo ambasciatori di un messaggio di pace nel mondo, che viaggerà su biciclette De Rosa.” Gli atleti, insigniti personalmente dai 16 ambasciatori ufficiali in Israele del ruolo di “ambasciatori di pace”, non potevano che pedalare sulle bici del cuore.

La Israel Cycling Academy 2018 sarà il team più multiculturale del gruppo, con i suoi 24 atleti, provenienti da 16 nazioni, 5 continenti e 4 religioni. Un team tecnico, di livello e ben assortito con atleti provenienti anche da team World Tour europei, che hanno scelto “la squadra del dialogo” come nuovo punto di partenza e rilancio. Squadra del dialogo che a sua volta ha scelto la qualità, il design e la tecnologia italiana per le sue sponsorizzazioni tecniche più importanti, avvalendosi delle “bici con il cuore”, un cuore tutto italiano, per posare su solide basi il suo innovativo progetto.

24 ATLETI, 16 NAZIONI, 3 TELAI TOP DI GAMMA.
Gli atleti della Israel Cycling Academy potranno scegliere fra 3 differenti telai, a seconda delle loro caratteristiche. Gli atleti completi pedaleranno sulla Protos, la bici racing e competitiva Made in Cusano Milanino. I velocisti scateneranno la loro potenza in sella all’aerodinamica SK Pininfarina, studiata in galleria del vento, mentre gli scalatori del team pedaleranno sulla leggera e sempre in evoluzione King. Tutti i modelli avranno una speciale colorazione dedicata al team.
L’inedita partnership tecnica tra Cicli De Rosa e il team Israel Cycling Academy, che correrà nella categoria Professional la stagione 2018, è stata svelata in occasione della presentazione avvenuta lo scorso giovedì 16 novembre presso il Centro Peres a Gerusalemme. 16 gli ambasciatori internazionali presenti all’evento, dall’Italia al Canada, dagli Stati Uniti al Belgio. Uno per ciascuna delle nazioni rappresentate nel team, con l’importante ruolo di insignire i corridori del team del titolo di “ambasciatori di pace”. Per l’Italia è stato Kristian Sbaragli a ricevere dall’ambasciatore Italiano in Israele Gian Luigi Benedetti il certificato di “ambasciatore di pace”, contestualmente alla sua nuova Cicli De Rosa consegnatagli da Cristiano De Rosa.

LA DICHIARAZIONE DI CRISTIANO DE ROSA.
Un team con un’inedita filosofia che ha colpito Cristiano De Rosa, amministratore dell’omonimo brand: “Israel Cycling Academy è un progetto inedito, veramente una squadra senza confini, costruita con una filosofia tutta nuova. Ha selezionato atleti di livello, allestendo una squadra competitiva, con volontà di vittoria, ma ambasciatori di un messaggio di pace. Come brand di biciclette questa sponsorizzazione ci permette di essere a nostra volta ambasciatori di un messaggio di pace, che viaggia su biciclette italiane.” – Continua quindi Cristiano De Rosa – “La scelta di biciclette dal know-how e design italiano non è un caso. L’Italia è culturalmente e ciclisticamente parlando un paese che ha tanto da raccontare. Il progetto Israel Cycling Academy ha un’anima multietnica e multiculturale unica, ma ha scelto di porre le sue basi tecniche avvalendosi sia della tecnologia, che sul design e gusto italiano.”
La nuova partnership tra il brand di biciclette italiane e il team Israel Cycling Academy permetterà al brand De Rosa di avere una visibilità strategica in tutto il mondo. A livello di brand saranno infatti 16 i paesi rappresentati da almeno un atleta testimonial del brand.

LE BICI IN DOTAZIONE AL TEAM.
Protos..
Il telaio Protos rappresenta da sempre l’anima della competizione di De Rosa. La versione in dotazione al team Israel Cycling Academy è di colorazione nero perlato, con finiture azzurre.
Sk Pininfarina
Il telaio SK Pininfarina rappresenta la sintesi perfetta tra due icone del Made in Italy, De Rosa e Pininfarina. Sportiva ed essenziale, studiata in galleria del vento, sarà la bici ufficiale dei velocisti del team Israel Cycling Academy in speciale colorazione azzurra, con finiture nere.
King
La bici rappresentativa della continua evoluzione di De Rosa, un telaio leggero perfetto per gli scalatori del team, in colorazione nera glitterato in azzurro, con finiture e dettagli azzurri.

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Gimondi aspetta Froome al Giro: “E’ pronto per la tripla corona”

Per il campione di Sedrina il britannico può entrare nel novero degli atleti capaci di vincere i tre grandi giri. Felice completò lo slam alla Vuelta del 1968, un trionfo cui è intitolata la prossima Granfondo Gimondi Bianchi in programma il 6 maggio 2018

Felice Gimondi la tripla corona la festeggiò nel 1968 quando, dopo il Tour de France e il Giro d’Italia (che avrebbe rivinto altre due volte), appose il suo sigillo anche sulla Vuelta a Espana, Un’impresa che verrà celebrata nella 22sima edizione della GF Gimondi Bianchi il 6 maggio 2018 e che ha permesso a Gimondi di entrare nel ristretto novero dei campioni capaci di vincere i tre grandi giri con Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Alberto Contador e, ultimo in ordine cronologico, Vincenzo Nibali. A tre anni dall’impresa di quest’ultimo, un altro pretendente è pronto ad avanzare la propria candidatura per il “club” della tripla corona: Christopher Froome, re del Tour per quattro volte, l’ultima delle quali – nel 2017 – abbinata al successo assoluto nella Vuelta.

“La presenza di Froome alla Corsa Rosa era indispensabile – dice Gimondi – perché non può pensare di aver vinto la Vuelta e più volte il Tour de France e non provare a vincere il Giro d’Italia. Sono convinto che abbia tutte le qualità sia per vincere il Giro, sia per centrare la prestigiosa doppietta con il Tour de France nello stesso anno. Così scriverebbe definitivamente il suo nome fra i campionissimi”. Già, la doppietta, il grande rammarico di Gimondi: “Direi il più grosso della mia carriera. Nel Tour del ’67 avevo buone chance di riuscirci – racconta Felice – arrivai in Francia in gran forma ma mi fregò la dissenteria. Eravamo sui Pirenei, ero senza acqua da trenta chilometri quando su una pista in terra battuta, mi avvicinai al camioncino che seguiva il Tour e presi una bottiglietta d’acqua fredda, che scolai tutta d’un fiato”. Già primo nella tappa di Briançon, Gimondi avrebbe poi vinto anche sul Puy-de-Dôme, ma gli fu impossibile tornare a lottare per il successo finale.

Il primo posto assoluto sarà l’obiettivo di Froome al Giro. “Uno come lui può ambire a vestire la maglia rosa dopo l’ultima tappa. In salita è difficile staccarlo, perché ha grandi doti e una squadra fortissima. E a cronometro può tenere bene rispetto ai grandi specialisti come Dumoulin. Poi ci saranno altri grandi corridori, a partire da Aru, che mi guardo bene dal dare per battuti in partenza” conclude Gimondi.

Foto: Christopher Froome festeggia il successo nella nona tappa della Vuelta a Espana 2017 (Credits Bettini Photo). Utilizzo gratuito consentito con credits. Clicca sulle immagini per scaricarle.

La GF Gimondi Bianchi 2018 “Remembering the Vuelta” si correrà sui tre percorsi classici, “corto”, “medio” e “lungo” (89,4 km, 128,8 km, 162,1 km), personalmente disegnati da Felice Gimondi e sempre apprezzati da ciclisti di ogni livello ed età.

Dal 2 novembre 2017 al 31 marzo 2018 il costo dell’iscrizione è di 35 euro e comprende numero gara dorsale e frontale, magazine/programma, materiali informativi, quota associativa, servizio di cronometraggio, chip di cronometraggio TDS, medaglia ricordo (all’arrivo), diploma di partecipazione, buono pasta party, buono agevolato pasta party accompagnatore, assistenza medica e assistenza meccanica (esclusi pezzi di ricambio), deposito bicicletta all’arrivo, rifornimenti, ristoro finale, docce, parcheggio bici all’arrivo, spedizione risultati tramite sms ed e-mail. La quota è invece di 50 euro per chi si iscrive dall’1 aprile al 13 aprile 2018, data di chiusura delle iscrizioni.

E’ possibile anche iscriversi acquistando il pacchetto comprendente la 22ma maglia ufficiale “Felice Gimondi”, realizzata dal maglificio sportivo Santini in tessuto Energy, manica corta, lampo corta, con esclusivo design limited edition “Remembering The Vuelta”. Per questa opzione, il costo è di 68 euro dal 2 novembre 2017 al 31 marzo 2018, di 83 euro dall’1 aprile al 13 aprile 2018.

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