Coppa Agostoni: l’urlo di Gianni Moscon, una vittoria liberatoria

Il podio della Coppa Agostoni 2018 (foto Gianni Radaelli)

 

LISSONE (MB) – Gianni Moscon festeggia la vittoria più bella della sua giovane carriera conquistando una grande classica del calendario professionistico italiano come l’edizione 72 della Coppa Ugo Agostoni – Giro delle Brianze – Gran Premio Banca Popolare di Milano, svolta oggi a Lissone (Monza Brianza). Il trentino ha battuto nettamente in uno sprint a due l’estone Rein Taaramäe (Direct Energie). Terzo il veneto Enrico Gasparotto (Bahrain Merida).

La gara era valida quale prima prova del Trittico Regione Lombardia (ne fanno parte anche la Coppa Bernocchi e la Tre Valli Varesine), e la regia organizzativa è dello Sport Club Mobili Lissone del presidente Silvano Lissoni.

 

Dallo stabilimento della ditta Cleaf in via Bottego a Lissone, partono 171 concorrenti tra i quali c’è anche la Nazionale azzurra mista dei CT Cassani e Amadori. Da percorrere un totale di 199,9 km e il punto nevralgico della competizione è il circuito brianzolo (comprendente la salita di Lissolo) da ripetere quattro volte.

La prima parte di gara è caratterizzata da una fuga promossa da otto corridori: Davide Orrico(Voralberg Santic), Anthony Delaplace (Fortuneo-Samsic), Dimitri Bussard (Svizzera), Angel Madrazo (Delko Marseille), Davide Gabburo e Marco Bernardinetti (Amore&Vita), Evgeny Kobernyak (Gazprom-RusVelo) e Omer Goldstein (Israel Cycling Academy). A circa 50 chilometri dal via hanno già raggiunto un vantaggio massimo di 7’45” e il gruppo inizialmente lascia fare. Poi riprende in mano la situazione e riduce il gap. Nel frattempo, nel corso dei chilometri, il gruppetto di testa perde pezzi: prima si stacca Bernardinetti, poi anche Kobernyak e Bussard e infine anche l’israeliano Goldstein.

All’ultimo dei quattro giri con la salita del Lissolo restano in quattro a condurre: Orrico, Delaplace, Madrazo, e Gabburo. Le carte si rimescolano sull’ultima salita di Lissolo: allunga il colombiano Mandrazo solitario; al suo inseguimento Orrico e Delaplace; dal gruppo escono Moscon e Damiano Caruso (Nazionale Italiana) e alla fine vanno tutti a formare un nuovo quintetto battistrada.

Proprio il ritmo imposto dal trentino del Team Sky seleziona ulteriormente la testa della corsa formata ora da Moscon, Caruso e Mandrazo. Alle loro spalle si forma un drappello di una decina di corridori comprendente anche Bardet, Gasparotto e Taaramäe. L’estone è il più determinato nell’inseguimento, esce tutto solo alle spalle dei tre al comando e li va ad agganciare appena dopo il primo passaggio sotto il traguardo, quando mancano poco più di una quindicina di chilometri alla conclusione. Nel corso dell’ultima tornata si spacca ulteriormente la testa della corsa: davanti a tutti restano uno scatenato Moscon e proprio l’ultimo arrivato, Taaramäe. Sono loro due ad andare a giocarsi la vittoria con Moscon che parte lunghissimo in una volata praticamente senza storia che gli vale la quarta affermazione tra i professionisti dopo il Campionato Italiano a cronometro dello scorso anno e due tappe all’Arctic Race in Norvegia nel 2016. Dietro il forcing di Gasparotto lo premia con la terza piazza.

Gianni Moscon festeggia la vittoria alla Coppa Agostoni 2018

Gianni Moscon festeggia la vittoria alla Coppa Agostoni 2018

LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI:

Il vincitore Gianni Moscon (Team Sky): “Alzare le braccia verso il cielo era qualcosa che mi mancava. È bello tornare alla vittoria in questo periodo, credo di aver lavorato bene tutta la corsa e sono felice di essere tornato a vincere. La aspettavo da tanto tempo ed è come rompere un incantesimo. Sapevo già da questa mattina che avevo la condizione buona. Siamo partiti con l’idea di fare la corsa dura, non abbiamo dovuto impegnarci troppo perché si è messa dura da sola con la fuga che ha preso il largo. Poi nel finale ci siamo messi davanti a fare il ritmo. L’ultima scalata di giornata l’hanno presa forte gli AG2R, poi siamo rimasti io e Caruso davanti e abbiamo chiuso sugli uomini rimasti al comando. Nel finale abbiamo fatto la differenza. Quando siamo rimasti in due nel finale sapevo di essere il più veloce e ho cercato di gestire al meglio la situazione”.

Il secondo classificato Rein Taaramäe (Direct Energie): “Oggi sentivo di stare bene e credo che la mia prestazione e il risultato ottenuto abbiamo dimostrato quale sia la mia condizione attuale. Poi in volata contro Gianni sapevo di essere battuto, ma questo per me è un ottimo secondo posto”.

Il terzo classificato Enrico Gasparotto (Bahrain Merida): “Oggi credo di aver dimostrato di essere un corridore di fondo e di poter avere le carte in regola per poter vestire la maglia azzurra ai prossimi Mondiali e mi dispiace che il CT Cassani non abbia nemmeno preso in considerazione la possibilità di portarmi”.

ORDINE D’ARRIVO: 

1. Gianni Moscon (Team Sky) km 199,990 in 4h49’33” media 41,442 km/h
2. Rein Taaramäe (Direct Energie) a 1″ 
3. Enrico Gasparotto (Bahrain Merida) a 23″ 
4. Luca Wackermann (Bardiani CSF) a 24″
5. Pierpaolo Ficara (Amore & Vita – Prodir) a 30″ 
6. Davide Orrico (Team Voralberg Santic)
7. Anthony Delaplace (Team Fortuneo – Samsic)
8. Marc Hirschi (Nazionale Svizzera)
9. Ivan Rovny (Gazprom RusVelo) a 54″ 
10. Francesco Gavazzi (Androni Sidermec)

(Servizio a cura di Giorgio Torre)

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